AKA ANA (2008) di Antoine D’Agata

“Il sesso è un’arma di cui ci si serve … per uccidere l’uomo”
Le barriere nel cinema non esistono, in quanto sono costantemente abbattute e demolite da opere di rottura, innovative e impossibili da catalogare. Tra queste rientra senza dubbio AKA ANA, pseudo docu-film ad opera del fotografo francese, di origini siciliane, Antoine D’Agata. Una pellicola di sessanta minuti secchi, nei quali sono condensati contenuti, idee, visioni e proiezioni oscure che appaiono interminabili e che obbligano lo spettatore a provare emozioni e sensazioni di rara inquietudine. Memore della vita giovanile dedita a ribellione, prostituzione e uso massiccio di stupefacenti, l’anima artistica e insaziabile di novità porta l’autore francese a vivere mesi in Giappone, frequentando assiduamente e filtrando il tutto attraverso il suo occhio di fotografo, e artista a tutto tondo, il mondo delle notte Giapponese, in particolari di bordelli e locali a luci rosse. Antoine D’Agata presenta, in maniera viscerale e distaccata solo in superfice, 6 donne (7 con la voce narrante di apertura), mettendo in luce, o meglio nell’ombra, pulsioni, sofferenze, dipendenze, desideri repressi e incubi delle prostitute protagoniste. Il tutto attraverso una regia decisamente attiva (ci sarà anche lui in un frame) e non passiva, che mescola sapientemente realtà e finzione, fondendole insieme in una materia nervosa, contorta, offuscata e tormentata. Visioni distorte, oscure ed estreme, sempre accompagnate dalle considerazioni e analisi senza freni delle protagoniste, che spaziano da abusi subiti ad amori sepolti, da uso di droghe pesanti a BDSM, da sogni infranti a piacere sessuale privato dell’amore, da dipendenze estreme e persino zoofilia, mostrando un mondo sotterraneo lontano dalle luci diurne e della vita ‘per bene’.
Una nuova frammentazione della donna che passa da cicatrici millenarie dedite alla mercificazione del corpo, snaturando e mostrando il mondo della prostituzione come mai era stato fatto prima.
AKA ANA è un’opera sperimentale senza eguali, figlia di un percorso di vita vero che mostra le emozioni più oscure, morbose, voyeuristiche e deleterie dell’animo umano quando viene fatto scivolare, senza freni e paure, nel pozzo nero dei suoi desideri più segreti e nascosti. Sfioriamo il capolavoro estremo! VALUTAZIONE 4.5/5

H.E.

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