BUIO (2019) di Emanuela Rossi

L’opera prima di Emanuela Rossi, è un film che profuma di Europa, in particolare del cinema austriaco ed ellenico. A prima vista le similitudini con IL SETTIMO CONTINENTE, KYNODONTAS e MISS VIOLENCE appaiono evidenti sin da subito. La componente post apocalittica e surreale della prima parte, prova a incanalare l’opera verso l’originalità, riuscendo solo in parte.
Italia. Tre sorelle, Stella, Luce e Aria, vivono in una casa isolata, immersa nell’oscurità perenne. Le ragazze/bambine vivono sottomesse dal padre violento e autoritario, un fanatico religioso ossessionato dalla fine del mondo, che le tiene prigioniere dietro serrature e finestre chiuse, con il pretesto estremo che l’Apocalisse è finalmente arrivata e che il Sole è portatore malsano di un male incurabile ….
Ben presto, dopo solo mezz’ora circa, scopriremo la verità sul mondo che avvolge Stella e le sue sorelle, imprigionate per una causa sinistra da un padre portatore di principi deleteri, malsani e, per restare in tema del film, oscuri. A soffrire maggiormente nella pellicola, impreziosita da brillanti disegni che introducono i vari capitoli, è la parte centrale. Faticosa nell’incedere e assai ripetitiva, quasi fosse un fastidioso riempitivo tra l’affascinante prologo iniziale e l’estremo e catacombale epilogo finale. Se il ritmo non risulta essere il pezzo forte della pellicola, va elogiata la prova della protagonista principale, Stella, interpretata con viscerale intensità da una convincente Denise Tantucci. Al contrario non risulta sempre sul pezzo la prova del padre, un Valerio Binasco che fatica a incanalare su di sé tutto il male figlio delle ossessioni religiose, complottiste e familiari, a tratti fin troppo aleatorie.
Per quanto concerne la componente estrema, visivamente carente ma psicologicamente interessante (abusi e pedofilia sono tematiche presenti a più riprese), Emanuela Rossi dimostra di essere al passo con i tempi dei film succitati (anticipando di un anno anche la pandemia del Coronavirus), pur non inquietando in maniera eccessiva nonostante le accattivanti premesse.
BUIO è un disturbing drama della serie ‘vorrei ma non posso’, forse limitato dal basso budget ma allo stesso tempo meritevole, nella cornice del cinema italiano estremo attuale, di visione. VALUTAZIONE (di incoraggiamento per la sua prossima opera) 3/5!

H.E.

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