FROGMAN (2024) di Anthony Cousins

Nel cinema indie USA va riconosciuto il grande merito di creare e mitizzare figure balorde e immaginarie, destinate a scivolare pesantemente e inesorabilmente nel panorama horror o fantasy, Dal famigerato Bunnyman al leggendario BigFoot film horror, anche balordi, non sono mancati. Questa volta tocca al Frogman, uomo-rana personaggio perfetto per alimentare fantasie bizzarre, dai fumetti Marvel a nuove leggende da raccontare attorno al fuoco e armati di marshmallow. A cogliere la palla al balzo ci pensa il regista americano Anthony Cousins, ben avvezzo a cortometraggi e film horror indipendenti, pochi di mezzi ma ricchi di idee, realizzando un found footage decisamente interessante.
Nel 1999, mentre guidava attraverso Loveland in Ohio con i suoi genitori, il bambino Dalla, cattura in video il leggendario Frogman. Venticinque anni dopo, Dallas è consapevole che i suoi sogni hollywoodiani sono destinati a finire in cenere, comprese tutte le ambizioni artistiche che tanto ha provato a divulgare online. Infatti,
dopo essere stato brevemente popolare su youtube il suo vecchio filmato è diventato oggetto di battute e prese in giro dai nuovi e più popolari youtubers. Dallas decide così di tentare di svoltare, arrivando così ad una fatidica conclusione che sa di ultima spiaggia: tornerà a Loveland, per trovare prove inconfutabili dell’esistenza del Frogman e dimostrare che non ha falsificato l’avvistamento originale ….
Se questo film fosse stato compresso in mezz’ora e destinato ai primi film antologici V/H/S del decennio scorso, ora staremmo a parlare di un piccolo capolavoro estremo alla SAFE HAVEN. Il tempo però, se non siamo in un film sci fi, non si può modificare.
Dopo un corposo prologo, necessario per introdurre Dallas e i suoi due amici di (dis)avventura, compresa una sua vecchia fiamma desiderosa di emergere nel mondo del cinema, realizzato sempre e solo nella succitata tecnica di ripresa found footage (l’utilizzo delle vecchia videocamera è un vezzo dello stesso Dallas), finiamo catapultati in un paese della provincia americana che vive e sopravvive principalmente alla leggenda del Frogman, con souvenir e locali dedicati a questa misteriosa creatura. Ovviamente quello che appare come una goliardica attrazione turistica finirà, scavando a fondo da parte di Dallas e soci, per far emergere qualcosa di estremo, allucinante e terrificante. Il tutto amplificato, dopo una parte centrale non certo esaltante, nell’ultima esplosiva mezz’ora finale. Se da una parte le riprese sgranate e nervose in FF spesso causeranno noia e monotonia, soprattutto per chi non apprezza questa tecnica, dall’altra permetteranno di creare situazioni e frangenti ricchissimi di tensione, terrore e follia pura, con diverse citazioni, che spaziano dal L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI al mitico ALIEN fino al body horror THE FLY.
Un (falso) mockumentary dal finale quasi drammatico ed allo stesso tempo delirante, destinato però a chiudere come meglio non si poteva questo piccolo film indipendente. Questa pellicola, pur non essendo niente di nuovo sotto il sole estremo e con la colpa di essere uscito con almeno un decennio di ritardo, è una visione più soddisfacente per chi apprezza i monster/beast movies bizzarri e il filone mockumentary horror. Astenersi gli altri. VALUTAZIONE 3/5

H.E.

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