MIDORI-KO (緑子) del 2011 di Keita Kurosaka

Keita Kurosaka è un animatore indipendente e professore presso la Musashino Art University di Tokyo. Kurosaka ha esplorato vari metodi di animazione e arte, tra cui disegno, fotografia e scultura, realizzando molteplici cortometraggi, videoclip e fumetti. Il suo primo e unico lungometraggio è un lavoro folle, per i tempi di realizzazione (circa dieci anni) e la struttura contorta dello stesso. MIDORI-KO, della durata di circa 55 minuti, ha un approccio nervoso e frenetico alla Bill Plympton, con un disegno meno esplosivo rispetto al disegnatore statunitense e più cupo, oscuro e horror. Dopo un breve prologo dove seguiamo una bambina vegana, siamo catapultati in un prossimo e imminente futuro, dove l’umanità è falcidiata dalla fame e carestia. Per sopperire a questa catastrofe un gruppo di scienziati realizza un ibrido carne e vegetali in grado di riprodursi all’infinito. Qualcosa però va storto, in quanto questo nuovo elemento acquisisce una nuova coscienza, aiutato dalla ragazza vegana, ormai donna, desiderosa anche lei di porre fine alla fame nel mondo …
Animazione decisamente estrema, tradizionale e innovativa allo stesso tempo, in grado di esprimere concetti apparentemente confusi e nebulosi ( a volte incomprensibili) incredibilmente attuali, come il tema afferente la clonazione, il biologico spinto o la carne sintetica. Esplosioni corporee degne di David Cronenberg e Shinya Tsukamoto, che finiranno per trascinare lo spettatore in un mondo oscuro e vorticoso non meno estremo dell’inferno visionato nel recente MAD GOD. A lasciare perplessi è la sceneggiatura e i tanti, troppi, personaggi di contorno presenti e mai veramente approfonditi, i quali finiranno per dare supporto al mondo deprimente e affamato presentato dall’autore, lasciando perplessi su concetti solo abbozzati come pedofilia e abusi di potere. Un’opera sperimentale, difficilmente catalogabile e destinata ad un pubblico avvezzo perlopiù all’animazione estrema meno convenzionale. Pur apprezzando l’opera e la sua singolarità, è innegabile la fatica durante la visione nel mantenere attenzione e interesse nei confronti dell’essere e di chi si prende cura dello stesso. Pellicola discreta e lontana dai fasti estremi (e qualità) della pellicola quasi omonima MIDORI di Suehiro “Jigoku” Maruo! VALUTAZIONE 2,5/5

H.E.

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