RESURRECTED (2023) di Egor Baranov

“Cosa accadrebbe se avessimo la possibilità di una seconda possibilità dopo la morte?”
L’ultima fatica statunitense del regista russo Egor Baranov è un horror/thriller psicologico in formato ‘screenlife’, tecnica figlia del ‘found footage’, che nasce da un’idea brillante e si incanala, purtroppo, in un percorso fin troppo contorto e macchinoso.
Un tragico incidente stradale priva i coniugi Stanley e Audrey del loro unico figlio Nicholas. La Chiesa Cattolica, propone ai due di aver scelto Nicholas come primo soggetto per un nuovo processo di resurrezione. Riportato in vita Nicholas, quest’ultimo diventerà solo il primo di una lunga serie di risorti denominati RP. Passano gli anni e mentre Audrey e Stanley si sono separati, quest’ultimo, per espiare i sensi di colpa dell’incidente che porto alla morte del figlio, poi risorto, è diventato sacerdote, con il compito di seguire, attraverso sedute e messe online, i nuovi risorti nella loro seconda vita. La conversione di massa delle persone al cattolicesimo, per poter avere una seconda chance in caso di morte, ha portato la Chiesa cattolica ad aumentare vertiginosamente il proprio potere ed influenza a livello mondiale. Quando però i risorti presentano effetti collaterali che li trasformano in potenziali killer, Stanley, assieme ad un’altra guida per gli RP, scoperchia un vaso di pandora difficilmente occultabile e dai risvolti tragici a livello mondiale …
Realizzato sulla modalità succitata, stile UNFRIENDED e THE DEN, RESURRECTED è un film molto particolare, che alterna momenti brillanti, ricchi di contenuti ed esaltanti, ad altri faticosi e goffi, finendo così per trascinarsi faticosamente verso il finale apocalittico ed esplosivo. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il film mette sul piatto, in maniera accattivante, un ipotetico futuro dove il parallelismo del conflitto vax no-vax, della recente pandemia, appare fin troppo evidente con lo scontro ideologico, religioso e filosofico tra pro e contro resurrezione cattolica. Uno scontro che mette al centro il protagonista Stanley, da peccatore prima (la causa dell’incidente sopra citato è completamente sua) a guida spirituale al passo con i tempi (le lezioni e messe online sono assurde ma fin troppo simili a connessioni virtuali attuali) imposti dalla Chiesa moderna e proiettata al futuro. Complotti e gruppi religiosi estremisti non saranno lesinati, regalando dei frangenti veramente tesi e violenti. Nel bicchiere mezzo vuoti ci mettiamo sicuramente la tecnica ‘screenlife’ utilizzata, poco incline con il tema trattato, il quale avrebbe giovato di una storyline meno caotica e più pulita, accentuando così la componente psicologica e spirituale del concetto estremo legato alla resurrezione. Pur scivolando più volte, inconsapevolmente, nel trash puro, RESURRECTED è un film originale e fuori dall’ordinario, supportato male, sicuramente per un budget alle spalle non proprio corposo, dalle scelte tecniche estetiche, assai discutibili, e di una sceneggiatura farraginosa, cervellotica e complessa.
Niente male ma si poteva fare meglio! VALUTAZIONE 3/5

H.E.

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