OJ: MADE IN AMERICA (2016) di Ezra Edelman

463 minuti che raccontano, con estrema efficacia, l’ascesa verso le stelle e la rovinosa caduta nel fango di Orenthal James Simpson, noto in tutto il mondo come O.J. Simpson. Uno dei più grandi giocatori di football americano di tutti i tempi e attore ‘brillante’ (indimenticabile nella trilogia de ‘La pallottola spuntata’), finito al centro della cronaca giudiziaria mondiale e soprattutto americana dalla metà anni ’90 in poi, in quanto accusato dell’omicidio della ex moglie Nicole Brown e del suo amico Ronald Goldman. Ezra Edelman racconta la storia gloriosa e rovinosa di OJ parallelamente ai conflitti e segregazioni razziali negli USA, ed in particolare nella Los Angeles multietnica, dove il purtroppo celebre pestaggio ad opera della polizia, ripreso da una videocamera, del tassista di colore Rodney King finirà per influire non poco ed incidere pesantemente sul processo del secolo, come è stato definito, seguito dai mass media americani in maniera massiccia, durato quasi un anno con un esito finale sorprendente, assurdo e senza precedenti nel 1995. La serie è suddivisa in 5 capitoli di circa 90 minuti cadauno, che iniziano sin da subito a seguire i succitati percorsi paralleli. La vita sin da ragazzino di OJ e la carriera da vincente nel football, le battagli degli afro americani contro la segregazione e discriminazione razziale nel Nord America, ed in particolare quelle legate allo sport, dalle Black Panther (celebre il pugno chiuso di alcuni sportivi afro americani che richiamavano durante la premiazione questa organizzazione rivoluzionaria afroamericana) a Muhammad Ali e tantissimi altri sportivi afro americani, per proseguire poi con la vita a fine carriera sportiva di OJ e la sua vita privata, tutt’altro che noiosa, macchiata di dolori personali (uno dei suoi figli è annegato nella piscina di casa in tenera età) e violenza domestica impensabile, conoscendo il personaggio OJ grazie solo alla TV, ai danni della seconda moglie Nicole Brown. Il cuore della serie, le puntate N.3 e N.4, racconteranno l’orribile duplice omicidio, mostrando immagini prive di censura, la famosissima fuga di OJ lungo le strade della California, accompagnato da urla di incitamento stile stadio da parte della comunità afro americana, fino al processo durato un anno intero, con la scelta senza senso e destinata a suscitare perplessità ancora oggi, di una giuria di colore. Forte di una squadra di avvocati simile ad un ‘dream team’ dorato della giustizia ad ogni costo, le prove, anche le più eclatanti, finiranno per sciogliersi come neve al sole, con il ‘problema’ della razza destinato a soffocare la verità e la giustizia in maniera assurda, inconcepibile e irrazionale. Una comunità afro americana fino ad allora non particolarmente amata da OJ, desideroso di entrare a tutti i costi nel cerchio magico dell’élite bianca. Una questione razziale che affonda le radici nella schiavitù, che prima con i tumulti di Los Angeles nel 1992 e poi con la spaccatura del popolo americano, neri da una parte e bianchi dall’altra, nel processo a OJ Simpson, finirà per dividere ancora di più le differenze ed alimentare rancori e diffidenze tra afro americani e gli altri. Se il processo è bizzarro e stravagante (a tratti sembra di assistere alla pellicola ‘La pallottola spuntata’, ved. la scena comica del guanto in tribunale), con un esito da mal di stomaco, l’ultima puntata segue la vita di OJ dopo quel processo, con una fragorosa, triste e miserabile fine, che lo porterà continuamente alla luce dei mass media con episodi giudiziari, criminali e controversi destinati a lasciare il segno non solo sulla sua persona e famiglia, non solo su tutti i protagonisti illustri o meno di quel celebre processo del 1995 (giurati compresi), ma anche sul popolo americano, colpevole forse più di tutti di quanto successo. Impossibile non rimanere stupiti, storditi, incazzati e amareggiati a fine visione. Consapevoli di quanto la giustizia americana (ved. MAKING A MURDERER, THE JINX, THE THIN BLUE LINE) rappresenti quanto di più distorto, insulso e ingiusto sia possibile trovare e vedere in un processo impossibile da definire parziale ed equo. Serie che non lesina in immagini e video estremi, da non confondere con quella TV, con veri e propri attori, di American Crime Story. Un super gigantesco documentario biografico, storico, processuale, criminale ed investigativo da vedere senza esitazione alcuna, per comprendere, nonostante le evidenti differenze culturali per noi europei, al meglio la storia americana e la convivenza tra le varie comunità multietniche degli Stati Uniti attraverso la tumultuosa vita di OJ Simpson. Un ‘leader’ e simbolo sbagliato per gli afro americani, annebbiati da un desiderio assurdo di rivalsa e rivincita nei confronti dei bianchi d’America, inconsapevoli di calpestare così la giustizia tanto ricercata da parte loro. Opera impressionante che scava a fondo, senza filtri buonisti, nel grande paese a stelle e strisce tutt’altro che perfetto……grazie, purtroppo e per fortuna nostra, alla vita seguita senza sosta di O.J. SIMPSON, una tragedia made in Amerika! VALUTAZIONE 10/10

 

H.E.